Un classico della tradizione italiana che col tempo e' diventato il mio(o meglio uno dei miei) cavallo di battaglia. Permettetemi la licenza: questo piatto, soprattutto se accompagnato da patate al forno dorate e croccanti, profuma di domenica casalinga.
Le dosi che do sono per 4 persone o per tre con un ottimo appetito.
Allora, prendete un bel pezzo di arista di maiale di circa 800 grammi, compreso di "cordoncino"e del suo bello straterello di grasso, ma senza l'osso. Se riuscite legatelo in modo che resti fisso in forma cilindrica(poi in un altro articolo spieghero' e mostrero' le legature, ora al momento sono sprovvista delle foto di tutti i passaggi), altrimenti chiedete al macellaio al momento dell'acquisto. Praticate sul dorso del pezzo(dalla parte de grasso) delle incisioni che vadano in profondita' ma che non arrivino dalla parte opposta(altrimenti quando, una volta cotto, si va a tagliare, la fetta non puo' restare intera), ed infilate dentro questi lunghi buchetti una nocina di burro, due o tre aghi di rosmarino,una fogliolina di salvia,un quarto di spicchio d'aglio, il tutto salato e pepato a vostro piacimento(io consiglio di fare col burro e gli altri ingredienti una specie di impasto e passarlo in un misto di sale e pepe nelle proporzioni da voi desiderate, poi dividere questa "pappetta" in tanti piccoli pezzetti quanti sono i buchi, e spingerla dentro). Salate e pepate poi l'esterno della carne strofinandola con le mani su cui avrete messo sale e pepe, ed adagiate il pezzo dentro una casseruola a bordi alti in cui avrete messo tre cucchiai di olio e.v. ed uno spicchio d'aglio in camicia(cioe' con la buccia). Fate rosolare a fuoco piuttosto vivace girando la carne con l'aiuto di due cucchiai finche' non e' dorata in superficie e non sentite che tende ad attaccare sul fondo del tegame. E' proprio in questo momento che si aggiunge un bel bicchiere pieno di vino bianco secco e si "deglassa" il fondo, cioe' si fa staccare quel poco di bruciaticcio che c'e' per dare sapore e corpo al fondo di cottura. Fate evaporare bene il vino, togliete la carne tenendola in caldo tra due piatti, togliete anche lo spicchio d'aglio; abbassate la fiamma e mettete nel fondo un trito di una carota media, una piccola costa di sedano, una cipolla bionda e pochi salvia e rosmarino. Fate soffriggere e quando comincia ad imbiondire rimettete la carne, copritela a filo con il latte freddo(ce ne vorra' un litro), regolate il fornello a mezza fiamma e incoperchiate. Da adesso in poi, per circa un'ora e mezza, potete dedicarvi ad altre occupazioni, ricordandovi pero' di andare almeno tre volte ad intervalli regolari a girare la carne e a dare un'occhiata alla quantita' del liquido di cottura che non deve mai andare sotto la meta' dell'altezza della carne. Se ritenete necessario aggiungere un po' di latte durante la cottura, ricordate di aggiungere latte ben caldo(cioe' che non provochi variazioni di T nella carne). Mentre cuoce la carne il liquido di cottura si riduce e si addensa in delle specie di grumettini bianchi, dovuti alla presenza del latte. Quand'e' cotto, togliete la carne dalla pentola, mettetela avvolta in carta di alluminio sopra un vassoio, e passate il frullatore ad immersione dentro la pentola direttamente: vedrete che si formera' una cremina di colore rosato e di giusta densita'per nappare le fette di carne che taglierete tiepida o fredda. Servite con patate al forno e ricordate che la salsa deve essere sempre calda, e, se la dovete scaldare, fatelo necessariamente a bagnomaria.
Ovvero: ma perche' proprio io non ce la dovrei fare? Ma si' che ce la faccio!! Questa non e' una ricetta, ossia non e' una ricetta di cibo, ma forse e' la ricetta che cerco di seguire io stessa per raggiungere i miei obbiettivi. Mi sono messa in testa una cosa, forse un po' piu' grande di me, ma sto cercando in tutti i modi di portarla avanti e di realizzarla, con l'aiuto di persone vicine e con il loro appoggio. Quello che vedete nell'immagine potrebbe essere il logo del mio laboratorio di cucina artigianale dove preparerei cibi pronti lavorati e semilavorati con vendita all'ingrosso ai negozi tipo pizzicherie e minimarket. Gli ingredienti potrebbero essere lavoro, tenacia e perseveranza, visione realistica dei problemi che incontrero' , pratica e veloce soluzione, approccio al lavoro di tipo entusiastico ma non troppo(cioe' non del tipo mi butto e poi si vedra' ma del tipo salto solo fino a li' perche' so che ci posso arrivare con le mie forze senza dissolverle tutte), un pizzico di coraggio, un pochino di fortuna.... e chi piu' ne ha piu' ne metta. Mi aspetto suggerimenti su eventuali possibili o probabili clienti(che so, magari il vostro pizzicagnolo di fiducia), ed anche i vostri in bocca al lupo!
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Questi carciofi vanno preparati quando proprio non sapete cosa fare da mangiare, ma avete voglia di "perdere" un po' di tempo dietro i fornelli; sapete in uno di quei pomeriggi che sembrano piu' lunghi di tutta l'intera giornata, quando magari avete poca voglia di uscire e dentro il frigo e la dispensa ci sono un po' di cose da "far fuori", ma non avete ancora in mente qualcosa di preciso... A me capita spesso e devo dire che la cara, vecchia e povera cucina toscana e' una fonte inesauribile di idee per il "riciclo" delle pietanze gia' cotte(ovviamente del giorno prima, massimo di due giorni), ed anche per la creazione di ottimi piatti utilizzando materie prime che tutti abbiamo a disposizione, magari in piccole quantita' che ci farebbe anche piacere eliminare dal frigo(tipo per esempio due dita di latte in un cartone da 1 litro che occupa un sacco di spazio, un ciuffo di prezzemolo che forse domani sara' giallino e andra' buttato, e via dicendo). Certo un tempo la necessita' aguzzava l'ingegno, quando si dovevano sfamare famiglie numerose e mariti esigenti con i soli prodotti dell'orto e poco piu', magari anche cercando di variare un po' ogni giorno secondo i gusti e le esigenze di tutti; ma credo che oggi in tempi di "crisi" e di ritorni "alle origini" , l'abitudine a "ripulire" completamente il frigorifero prima di rifare la spesa possa tornare enormemente utile. Questa e' la dose per sei carciofi di taglia media: pulite i carciofi dalle foglie esterne e dal gambo, poi svuotateli con un coltellino a punta del loro interno e raccoglietelo sopra un tagliere sminuzzandolo con la mezzaluna; nel frattempo mettete i cuori di carciofo svuotati in una ciotola piena di acqua in cui avrete strizzato mezzo limone. Mettete anche a bagno in un'altra ciotola circa due etti di mollica di pane raffermo sbriciolata con le mani in circa 150 cc di latte. Intanto sminuzzate una decina di foglie di prezzemolo e uno spicchio piccolo d'aglio, sbriciolate con le mani tre salsicce toscane e grattugiate un pugno di parmigiano, mescolando tutto in una capace ciotola dove metterete anche il rosso di un uovo, il dentro dei carciofi e la mollica del pane ben strizzata. Aggiungete sale quanto basta, un pizzico di noce moscata ed amalgamate il tutto con le mani . Sciacquate i carciofi sotto il getto dell'acqua corrente frdda e riempiteli con il composto che deve un po' debordare. Metteteli in modo che stiano in piedi uno accanto all'altro in una casseruola a bordo alto con sul fondo tre cucchiai di olio e.v. , un dito di vino bianco secco e un dito di acqua e limone che avrete lasciato(quella dove erano a bagno i carciofi). Fate cuocere coperto a fuoco lento(stufare) circa un'ora. Io accompagno con insalatina fresca e li uso come piatto unico. Sono buoni anche freddi con sopra il loro sughetto caldo. I carciofi che uso piu' spesso a questo scopo sono i carciofi morelli o moretti, che non sono molto grandi ma non sono tanto amari e sono molto saporiti.
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